giovedì 6 febbraio 2020
Il fumetto secondo Beaujean
mercoledì 31 luglio 2013
Se il Ragno acchiappa il Topo...
Leggiamo su Repubblica (ma la notizia è apparsa su molti altri quotidiani e nei principali telegiornali) che "la Panini di Modena, famosa per le figurine dei calciatori, ha siglato un accordo preliminare per rilevare la divisione periodici della Disney (Disney Publishing), che pubblica Topolino e altre riviste per bambini come Bambi, Winnie the Pooh e Witch. Lo riporta l'agenzia Ansa, citando fonti sindacali.
Secondo quanto riporta l'agenzia, l'operazione interessa 22 dipendenti della Disney Publishing, metà dei quali giornalisti e metà poligrafici, pari a circa un decimo del totale della Disney Italia. Panini avrebbe concordato una licenza di 6 anni per la pubblicazione dei periodici, subordinando l'operazione alla possibilità di trasferire le attività nella sede di Modena. I sindacati hanno avuto alcuni incontri con la Disney a partire dallo scorso 17 giugno e un incontro con il capo del personale della Panini lo scorso 26 luglio, che avrebbe confermato l'intenzione di trasferire i dipendenti da Milano a Modena.
Il gruppo Panini, per come si presenta sul suo sito internet, oltre alla divisione delle celebri "figurine" opera con una divisione di New Media, una divisione Panini Publishing e una di distribuzione di fumetti. L'azionariato della società vede presenti nella compagine del capitale la famiglia Merloni e il manager Aldo Hugo Sallustro, che hanno riportato in Italia la società dalle mani dell'americana Marvel. L'esercizio 2012 - secondo quanto riportato sul sito del gruppo - si è concluso con vendite per 637 milioni di euro in 110 Paesi. Nei giorni scorsi è emerso sulla stampa un interessamento al gruppo - accreditato di un margine operativo lordo nell'ordine dei 100 milioni - da parte di alcuni grandi fondi di private equity come Clessidra, Carlyle e Axa con Alpha.
Il cambio di sede non piace però ai dipendenti di Topolino, che preferiscono restare a Milano anziché trasferirsi a Modena: in una nota sindacale diffusa a seguito di una serie di incontri tra la Rsu, il Cdr, la Slc-Cgil e l'Associazione Lombarda dei giornalisti prima con la Disney e, più recentemente, con la Panini, si annuncia la decisione di scioperare fin da oggi contro i trasferimenti."
L'acquisto è sospetto, in un momento in cui la stessa Panini è in vendita, e la richiesta di trasferimento dei dipendenti da Milano a Modena ha tutta l'aria di un modo trasversale per liberarsi di personale che all'eventuale acquirente del gruppo modenese potrebbe far apparire poco redditizio tutto l'asset.
Ovviamente, poi, nessuno parla degli Autori che, in quanto non sindacalizzati, per il mondo dell'informazione semplicemente non esistono.
Per fortuna oggi c'è internet e, se vogliono farsi sentire, possono organizzare un veloce dibattito in rete (anche a commento di questo stesso post, se lo desiderano, o sulla pagina Facebook di uno di loro) e stilare un comunicato condiviso da far poi arrivare alla stampa.
Forza, sceneggiatori, disegnatori e coloristi disneyani, è ora di alzare la voce!
lunedì 29 ottobre 2012
Professionisti, si discute!
venerdì 13 luglio 2012
A Rimini si studia... gratis!
Laura Scarpa docente dello stage di fumetto di Riminicomix
sabato 9 giugno 2012
Genova per noi (fumettisti)
Si terrà il 29 giugno alle 16,30 presso la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale l'incontro “L'EDITORE, L'AUTORE E GLI ACCORDI NEL MONDO DELL'IMMAGINE” (ingresso libero).
Saranno presenti Ivo Milazzo, Presidente e Referente della Commissione Legale dell'Associazione Illustratori, il saggista Fabio Gadducci, il Presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Luca Borzani e il Direttore Artistico della Genoa Comics Academy Luca “Laca” Montagliani.
Attraverso una panoramica storica si analizzeranno passato, presente e futuro degli accordi contrattuali con gli editori. Nel corso dell'incontro verrà presentato il testo del Contratto Nazionale per l'Editoria, basato sulle migliori consuetudini e realizzato con la collaborazione di editori che poi l'hanno adottato. L'Associazione Comics Academy e Creative Cities, promotori dell'incontro, ritengono che possa essere un supporto fondamentale per chi voglia operare professionalmente nel campo dell'editoria per ragazzi. Il contratto si pone come una valida alternativa alle ormai inadeguate convenzioni tra editori e autori, che rivelano anche in termini giuridici la loro inadeguatezza alle attuali dinamiche professionali. A margine dell'incontro sarà presentato il volume “Eccetto Topolino. Lo scontro culturale tra fascismo e fumetti” volume che affronta la questione del proibizionismo dei fumetti in Italia e la storia del diritto d'autore a partire dagli anni '30.
lunedì 24 ottobre 2011
Associazione? No, lobby!
vi chiedo di leggere questo post. Ci metterete 5’. Parla di voi. Dopo, sarete un po’ incazzati. Forse, più motivati. Magari saprete cosa fare. Altrimenti, postate una canzone. Ora passo al tu. Se appartieni al 94% di chi “non” possiede o dirige un’azienda di successo, con i riconoscimenti che ne derivano, contratti o dividendi, prendi un foglio di carta e scrivi su quali forme di tutela puoi contare. Fatto? Che prospettive ritieni di potere avere, superati i 50 anni, se non dovessi divenire titolare, dirigente, star acclamata? E se ti trovassi nella condizione di doverti ri-immettere sul mercato? Oggi, su quali garanzie puoi contare sotto il profilo sanitario, pensionistico, in caso di malattia, disoccupazione, maternità Se invece sei un libero professionista o un free lance, che tutele hai su pagamenti e tempi? Quali spese scarichi? E gli utili corrispondono agli studi di settore? Se hai un contratto a progetto, a chi ti puoi rivolgere per mutui o finanziamenti? Se stai iniziando ora, quali aiuti hai ricevuto per lo start up? E, infine, se hai un’idea innovativa, chi è pronto ad ascoltarti? Che strumenti hai per proteggerla? Ma soprattutto, chi riconosce il tuo valore, e ti considera una forza importante e strategica? Chi ci rappresenta? Quale corrispondenza esiste tra le nostre idee, la nostra visione del mondo e delle cose, l’amore per il bello in tutte le sue forme, e il sistema Paese? Se, al contrario, appartieni a quel 6% che ottiene onori e premi, chiediti quanto sei veramente tutelato, e se non hai anche tu, stampigliata da qualche parte, la data di scadenza. Cosa succede se un fondo ti acquisisce e decide che non sei performante? Se litighi con soci, se soffri di ansia da prestazione, se il tuo mercato viene travolto dalla crisi, se improvvisamente ti pesa fare l’ennesima notte? Ma soprattutto, chiediti cosa puoi fare tu per il 94% di talenti che, meno di te, hanno ottenuto visibilità, guadagni, opportunità. In Italia non esistono cifre che dicano quanti siano i professionisti che svolgono attività finalizzate alla creatività. I “creativi”, semplicemente, non esistono. Eppure siamo quelli che costruiamo, ogni giorno, l’immagine della filiera industriale e commerciale, in alcuni casi, sogni e tendenze. Quelli che progettano le piattaforme dove ci si confronta. Che creano stili, storie e visioni da condividere. Disegnano il presente. Io ritengo che in Italia siano più di 2 milioni le persone che vivono delle proprie capacità creative. Il doppio se si considerano ambienti di riferimento e indotti. Non siamo identificati, rappresentati, tutelati, rispettati, valorizzati. Facciamo un lavoro logorante, che spesso riduce la capacità competitiva con l’avanzare degli anni. Prigionieri di stereotipi che ci vedono modaioli e svagati, con il bigliardino all’ingresso e il lupetto nero, sempre alle prese con cose divertenti. In realtà protagonisti di quella fuga di cervelli che porta i più intraprendenti di noi ad andare all’estero per poter vivere e realizzare le proprie idee. Facciamo un lavoro anonimo. Senza diritto d’autore, con ritmi superiori a qualsiasi regime contrattuale, disposti a lavorare di notte e nei festivi, sulla scia di quell’entusiasmo e disponibilità che è insita nel nostro lavoro, al quale non potremmo rinunciare, ma che diviene regola in luogo di eccezione. Ma non siamo missionari e non stiamo salvando la vita a dei bambini. Siamo solo uno strumento del sistema industriale. Lavoratori dell’immateriale, braccianti della mente. Eppure, insieme alla ricerca tecnologica, rappresentiamo l’identità storica della nazione, il made in Italy, quello che ancora ci garantisce un briciolo di credibilità nel mondo. Ci confrontiamo e diamo voce alle culture giovanili e riformiste, invisibili e marginali per i media e il potere quanto lo siamo noi. Sperimentiamo tecnologie e linguaggi. Pensiamo internazionale. Siamo quelli che hanno contribuito alla creazione della cultura web e social, della quale conosciamo, più di tutti, dinamiche, linguaggi e modalità. Ma non siamo mai coinvolti nelle scelte e nelle soluzioni. Mai consultati, mai coinvolti nei processi decisionali sui grandi temi di questa società. Che rinuncia, di fatto, a valorizzare uno straordinario capitale di energia e innovazione. Mi spiace dirlo, ma le associazioni di categoria in questo momento non hanno più senso. Così come il parlare di pubblicitari, grafici, architetti, e di mille altre piccole nicchie. Sono finite le corporazioni. Potranno essere utili solo dopo, per specifiche esigenze di settore, per l’aggiornamento professionale e il confronto tecnico. E poi, basta. Non ci sono creativi fighi e creativi di serie B. O lo sei, o non lo sei. Il cambiamento che vi propongo è di mentalità e di visione. Siamo e siete un’unica entità, qualunque cosa facciate: creativi per pubblicità e eventi, copy, art, graphic & industrial designer, visualizer, web. Ma anche artisti, autori, stilisti, scenografi, light designer, montatori, sceneggiatori, story editor, coreografi, registi, fotografi, progettisti, blogger, compositori, video maker, illustratori, costumisti, direttori artistici, curatori, artigiani di ricerca, traduttori, ghost writer… Nelle grandi città, come in provincia, dove maggiori sono le difficoltà. Occorre spostare il livello di percezione/visibilità. Piantarla di fare gli individualisti. Divenire massa critica, movimento di opinione, influencer. Smettere di pensare all’orticello per acquisire quella che il buon Pasolini chiamava “coscienza di classe”.
Se il mondo non ci considera, usiamo le metodologie che il mondo comprende.
• Diventiamo lobby
• Impostiamo una rivendicazione sindacale (sì, avete letto bene)
• E quindi, diveniamo Gruppo di Pressione.
Anche in un momento di crisi, che potrebbe far sembrare irrealizzabili e utopiche queste istanze. Perché è quando si è in curva che occorre spingere sull’acceleratore. Primo passo, renderci visibili, sollevando il problema. Al pari di quanto hanno fatto pochi anni fa i nostri colleghi sceneggiatori americani. Blocchiamo il giocattolo. Occupiamo la rete. Facciamoci vedere. Anche nelle strade. Senza sentirci obbligati a dover, per forza, fare manifestazioni fighe e creative. Poi, diveniamo piattaforma. Cosa chiedere? Di ascoltarci. Di avere, in questo paese, un ruolo consultivo e decisionale. Ma anche ciò che hanno ottenuto tante altre categorie che, nella storia, prima di noi, hanno affermato in maniera organica i propri diritti:
1 - Tutela dei più giovani, con contratti a progetto e stipendi che assomigliano al conto di un ristorante. Regolazione del sistema stage e incentivi per chi assume. Finanziamenti o prestito d’onore per attrezzature e alta formazione
2 - Garanzia di tempi e modalità di pagamento per professionisti esterni e free lance. Con possibilità di accedere in maniera diretta a un collegio arbitrale per la risoluzione di problematiche professionali
3 - Istituzione di un Fondo di Solidarietà, pagato contestualmente alla prestazione d’opera, o inserito direttamente nel contratto. Destinato ad aiutare chi si trova a vivere momenti di difficoltà, per maternità, problemi di salute, disoccupazione. Con tassi agevolati per mutui e fidi
4 - Diritto d’autore per nuove categorie o forme espressive, per ridurre una disparità di trattamento non più giustificabile. Anche alla luce della recente sentenza Bertotti contro Fiat.
5 - Adeguamento legislativo del concetto di "idea", oggi del tutto privo di rilevanza e tutela giuridica.
6 - Nel caso di partita IVA, iscrizione in categoria separata, con imposta calcolata al 75%, come avviene nell’ambito della cessione dei diritti. O inserimento delle categorie nella gestione Enpals, inserendo il concetto del "collocamento"
7- Facilities per l’aggiornamento professionale, per il consumo di beni culturali e soggiorni all’estero, elementi ala base del nostro lavoro
Diritti, si badi bene, che non devono essere appannaggio del soggetto singolo, ma anche di aziende e studi professionali che pongono la creatività come core business. Questo non vuol dire, quindi, lotta tra poveri, in un momento di grave congiuntura, ma condivisione di opportunità:
1 - Regolazione del sistema gare e riconoscimento della “creatività” all’interno del formulari di gara
2 - Diritto a poter scaricare le spese effettuate dalle aziende per ricerca, sperimentazione, nuove tecnologie. E incentivi per stage, apprendistato, assunzioni, contratti nell’area creativa
3 - Riduzione fiscali e incentivi in caso di start-up, con particolare attenzione nei confronti di under 30, factory, realtà collettive, in un contesto che valorizzi 3 assi portanti: creatività, ricerca tecnologica, arti
4 - Attivazione di ammortizzatori anche per quelle aziende che non raggiungono i minimali previsti per accedere a cassa integrazione o mobilità
Ho finito. E, detto tra noi, non avrei mai pensato di dover scrivere un giorno un testo simile a un vecchio volantino sindacale o a una predica mormonica. Ma così è. Con la netta sensazione che il social, pensato per unire teste e mondi, possa servire a qualcosa di più che postare una canzone. In questo percorso illuminante il dialogo che gli sceneggiatori di un piccolo film “Generazione 1000 euro” ha messo in bocca a due amici, perennemente stagisti. “Questa è l’unica epoca in cui i figli stanno peggio dei padri….” è il commento di Matteo quando apprende che un suo coetaneo disoccupato lascia Milano per tornare dai genitori: “E qual è la nostra risposta? Mangiare Sushi.” E a me, il sushi, non basta più."
alfredo.accatino@creativi.eu
Incontro sulla Figura dell’AUTORE DI IMMAGINI con Aldo Di Gennaro, Paolo Rui (Presidente EIF), Ivo Milazzo.
- Lunedì 31/10/2011 ore 16:00
Incontro su FUMETTISTI E ILLUSTRATORI, ovvero "AUTORI DELL'IMMAGINE", interventi su temi e probelemi della professione, condotto da Ivo Milazzo (con il supporto del presente blogger) e Paolo Rui. Ulteriori interventi e partecipazioni saranno specificati nei prossimi giorni. Parleremo di contratti, soluzioni adottate all'estero, lo stato dell'arte.
Non mancate! Non facciamoci deprimere dalla crisi e dai governi incompetenti che ci ritroviamo! L'unica via di uscita è partecipare... come diceva già Gaber qualche secolo fa!
mercoledì 8 giugno 2011
Primiceri fa testo
S'intitola "Il Diritto d'Autore nelle Opere a Fumetti", costa 13 euro e 50 e l'ha scritto (con una mia brevissima prefazione) Salvatore Primiceri. Molti di voi probabilmente lo conoscono come il tenace e non sempre fortunato organizzatore di Fullcomics, la manifestazione che negli ultimi anni ha vagato tra Pavia, Piacenza e Sarzana, ma il suo primo amore è la Giurisprudenza, nella quale si è laureato all'Università Cattolica di Piacenza. Intrallazzando variamente anche nel mondo dell'editoria, prima con le sue Edizioni Voilier e ora con la PE Primiceri Editore che pubblica appunto questo libro, ha deciso di unire le sue due anime dedicando questo lavoro all'annoso problema del Diritto d'Autore applicato al mondo del fumetto. Io non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, perciò mi limito a segnalarne l'uscita. Augurandomi che il baldo Primiceri si ricordi dei Diritti degli Autori anche nella sua veste di editore, naturalmente.
sabato 11 dicembre 2010
Fumettisti in 3D?
Da leggere IMMEDIATAMENTE!
Ratman: "Avarat" è World © Leo Ortolani/Panini
lunedì 6 dicembre 2010
Gli illustratori si vedono a Milano
L'Associazione Illustratori dal 1980 promuove l'illustrazione italiana attraverso iniziative ed eventi mirati alla sua comprensione e diffusione. Tra le sue fila si annoverano molte delle migliori mani dell'illustrazione odierna, che con le loro opere lasciano un'impronta fondamentale nel mondo della comunicazione sia in Italia che all'estero.
mercoledì 27 ottobre 2010
Also sprach Claudio Stassi
venerdì 22 ottobre 2010
Pagare moneta, vedere disegno
martedì 12 ottobre 2010
Professionisti a Tavola
Ci siamo, gente! La Tavola Rotonda, da qualche parte (anche qui sotto) chiamata pure "Stati Generali del Fumetto", è alfine realtà. Qui di seguito il relativo Comunicato Ufficiale con tutte le informazioni al momento disponibili:Siamo lieti di comunicarvi che Domenica 31 Ottobre 2010 alle ore 17:00, presso una delle sale del Museo del Fumetto (MUF) di Lucca, in concomitanza con la manifestazione Lucca Comics and Games, si terrà un incontro tra gli autori e gli addetti ai lavori dal titolo: “Una Tavola Rotonda-Autori a confronto”. L'evento è organizzato dall’autore Claudio Stassi e moderato dall’autore e giornalista Luca Boschi.All’ordine del giorno con interventi misurati e cronometrati al fine di dare parola a più autori e addetti ai lavori possibili, si approfondiranno diversi aspetti:-Ivo Milazzo parlerà del contratto tra autori ed editori e della legge sul diritto d’autore.- L'avvocato Raffaella Pellegrino, esperta di diritto d'autore, approfondirà l’aspetto legislativo, analizzando le leggi vigenti a tutela della professione.- Rifletteremo, in analisi di confronto, sui contratti esteri con autori italiani che lavorano per il mercato americano e francese (interventi di Michele Petrucci, Matteo Casali, Emanuela Lupacchino, Luca Enoch, Otto Gabos).- L’AFUI, nella rappresentanza del Presidente Daniele Pignatelli, interverrà con un'analisi sullo stato delle vendite nelle Librerie specializzate.- Marcello Toninelli interverrà sull’esperienza dell’ Associazione Fumettisti, creata negli anni Novanta, e del valore di quella iniziativa.- Michele Ginevra interverrà nel merito d’iniziative istituzionali, pubblicitarie, formative e didattiche che possono espandere l'ambito di diffusione e percezione del Fumetto.- Gli autori Ratigher e LRNZ, rispettivamente editor e art director della rivista "Pic Nic", free-press di fumetti italiano, descriveranno la loro originale esperienza editoriale.- Sarà presente un rappresentante del SILF(Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto).Chiunque potrà partecipare alla Tavola Rotonda.- Gli autori (sceneggiatori, disegnatori, coloristi, letteristi, grafici, copertinisti…);- Gli editori (editori che distribuiscono in edicola, editori che distribuiscono in libreria, associazioni culturali, autoproduzioni…);- Gli Addetti ai lavori (editor, traduttori, edicolanti, librai)Chi volesse intervenire all'incontro potrà mandare un'e-mail all’indirizzo di posta elettronica c.stassi@gmail.comSarà programmata una scaletta con interventi dal pubblico.L’intera Tavola Rotonda sarà registrata e pubblicata sul web.Nell’attesa, auguro a tutti buon lavoro. Cordialmente,Claudio StassiLuca Boschi
lunedì 4 ottobre 2010
Maledetti disegnatori!
Se volete farvi un'idea del perché è così difficile sindacalizzare i fumettisti, oggi c'è in rete un bell'esempio di dichiarazioni d'amore tra colleghi. Lo trovate
Il postatore del pezzo lo dichiara proveniente dal sito di Michele Medda (inutile che stia a dirvi chi è, suppongo), che però al momento mi risulta non raggiungibile "per manutenzione". Probabilmente si tratta di roba pubblicata tempo addietro. La mano è sicuramente quella dell'autore sardo, che sull'argomento si era già espresso in passato.
Personalmente ho trovato divertenti molti passaggi, ma fastidiosa la supponenza dell'operazione che poteva venire in mente solo a un autore bonelliano. Come molti sanno, infatti, la Bonelli è una casa editrice in mano agli sceneggiatori. I responsabili sono TUTTI e solo sceneggiatori. I disegnatori che lavorano in redazione hanno il mero compito di correggere, nelle tavole inviate dai vari disegnatori, teste e quant'altro secondo le indicazioni dei Signori Sceneggiatori.
Confesso di essermi trovato talvolta anch'io a provare delusione e anche rabbia per come questo o quel disegnatore aveva realizzato una mia sceneggiatura. Capita. Ma mi è anche successo, invece, di restare soddisfatto, e qualche volta addirittura sorpreso e ammirato dal modo splendido in cui erano stati realizzati i miei testi.
Non mi è invece MAI capitato, in veste di disegnatore, di trovare sceneggiature che mi entusiasmassero e facessero venire sincera voglia di metterle su carta.
Mentre prendo atto una volta di più della litigiosità interna del settore, forse inevitabile in un ambiente professional-artistico, mi permetto di chiedere a Michele, che è molto bravo a scrivere considerazioni ironiche, di stendere per onestà intellettuale un pezzo similare sugli sceneggiatori. Divertendomi anche a suggerirgli qualche nome d'ambito bonelliano a cui ispirarsi per delineare le varie tipologie: Castelli, Faraci, Nizzi, Recchioni, Mignacco. E Medda, naturalmente.
martedì 28 settembre 2010
EEE esordiente cercasi
martedì 21 settembre 2010
Diventiamo barbari!
Un successivo intervento di Piergiorgio Odifreddi sta invece a quest'indirizzo.
L'immagine è tratta da "Il mago e il barbaro".
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